1984 di George Orwell - Giulia Malvasio

RECENSIONE di “1984” di George Orwell.
Ho avuto occasione di leggere il libro “1984” dello scrittore Inglese George Orwell, nato in Bengala nel 1903 da genitori Britannici appartenenti alla classe sociale della borghesia.
Questo romanzo è stato pubblicato nel 1948, oggi è conosciuto come il più famoso esemplare ispirato alle inquietudini e i disagi causati dalla guerra.
 Il romanzo è ambientato in un futuro prossimo,  il lontano 1984  in cui il potere si concentra in tre superstati ovvero Oceania, Eurasia ed Estasia.
In Oceania il potere politico e sociale è esercitato dal “Grande Fratello”, onnisciente e infallibile che attraverso microfoni e telecamere sovrintende la vita di ogni persona.
Esso influenza il pensiero umano e non lascia scampo all’iniziativa individuale coadiuvato dai suoi collaboratori, gli agenti della “psicopolizia”.
Il Ministero della Verità, nel quale lavora il protagonista, Winston Smith, ha il compito di censurare libri e giornali e di alterare la storia.
Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a maturare una coscienza critica.
Leggendo come i personaggi del libro vengono controllati e ascoltati in ogni momento della giornata mi è stato naturale pensare alla situazione in cui ci troviamo attualmente: anche noi al giorno d’oggi siamo controllati attraverso gli strumenti tecnologici che utilizziamo costantemente.
Inconsapevolmente i motori di ricerca, i social network, le molteplici telecamere di videosorveglianza, i messaggi pubblicitari che riceviamo, i pagamenti che effettuiamo ogni giorno con carte e bancomat e la geolocalizzazione oltre a migliorarci la vita e rendercela più sicura possono essere utilizzati come strumenti di controllo ed  influenzare le nostre decisioni.
Nel libro emergono anche diversi elementi inquietanti, primo tra tutti il “bi pensiero”, infatti nessuno può pensare con la propria testa bisogna essere omologati al pensiero del Partito e ogni sovversione è bandita.
Ritengo che tutto ciò sia inaccettabile perché credo che la libertà di pensiero sia fondamentale per ogni individuo.

Il protagonista Smith, non accetta passivamente la situazione imposta dal partito e si ribella.
Accanto a lui c’è Julia, la sua amante che lavora ad uno dei quattro dipartimenti principali, ovvero il Ministero della Verità.
Julia affianca Winston nella lotta al Grande Fratello anche se non animata da un pensiero critico reale e senza troppa convinzione.
Un altro personaggio  è O’Brien  leader del partito interno, che alla fine si rivelerà un membro della psicopolizia e annienterà definitivamente il potere critico di Winston.
La lettura di questo libro al giorno d’oggi non sembra tanto assurda, perché siamo abituati all’invasione dei mass media e delle tecnologie che, come detto hanno aspetti positivi, portando alla consapevolezza che il regime totalitario avrebbe il controllo delle società annientando la libertà individuale.
Anche se questa diabolica invenzione ai tempi è stata davvero una visione del mondo totalitaria e assurda.
 Ho apprezzato  la parte finale del romanzo, dove  la speranza si riaccende, e Winston è libero, anche se per poco, ma almeno respira aria di libertà.
Mi ha stupito il fatto che George Orwell sia stato così  visionario, mi ha portato a riflettere come sia importante considerare il passato, il presente che viviamo quotidianamente che influenzerà il futuro.
Giulia Malvasio 2^F

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettura domestica n.1: "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" di Roy Lewis

Vacanza sul Mar Nero - di Elsa Pappalardo